Ancora violenza sui bambini, “Odio mia figlia, metto il veleno nel suo mangiare. La scimmia è un grosso problema”

E’ una delle affermazioni emerse da una indagine telefonica condotta dalla polizia locale di Milano che ha portato, Venerdì scorso, all’arresto di una giovane coppia accusata di maltrattamenti e lesioni gravi verso la figlia, disabile, di quasi 4 anni. I coniugi, già genitori di altri cinque figli, hanno ripetutamente e violentemente percosso la figlia. Secondo le indagini della polizia locale, la bambina era stata già vittima di violenze, emerse dalla perizia che i medici dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano, avevano effettuato sulla bambina al suo primo ricovero, a metà maggio. Condotta per un dolore al braccio causato da una caduta accidentale da un divano in casa, la bambina ha subito una radiografia, dalla quale è emerso che la piccola aveva una frattura scomposta con una calcificazione in corso, risalente a 3-4 settimane prima. Subito è partita la segnalazione dei medici, agli investigatori dell’”Unità tutela donne e minori” della polizia locale che immediatamente, hanno attivato le intercettazioni telefoniche. “Odio mia figlia, metto il veleno nel suo mangiare. La scimmia è un grosso problema”. Queste o frasi simili hanno incriminato i coniugi. I due quindi, sono stati fermati su di un autobus e diretti verso l’aeroporto di Malpensa in fuga per l’Egitto.

“La forza di questo tipo di indagini è la tempestività”, ha commentato il comandante della Polizia locale, Marco Ciacci. Questa “è stata un’importante attività per la tutela di minori”, per questo gli inquirenti stanno ancora approfondendo le cause dell’accanimento di entrambi i genitori sulla bambina, ma hanno riferito che sicuramente era odiata in particolare dalla madre, perché ritenuta “la causa dei nostri problemi” diceva la donna al marito. Sono parole agghiaccianti. Impensabile pensare che una mamma perpetri l’omicidio di un figlio, fortunatamente gli organi di tutela dei minori vigilano con attenzione sui bambini della comunità.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *