“Gesù usava twitter? – cinguettii di un prete”, il libro di Don Tonio Lobalsamo, tanti tweet sul mondo, la vita e noi stessi

don Tonio LobalsamoTwitter come mezzo di diffusione della Parola con annesso commento? Una sorta di pulpito virtuale? Nessuno lo vieta. Attraverso i 280 caratteri concessi dal famoso social, ora è possibile, trasmettere anche il Verbo. Del resto il titolo utilizzato da Don Tonio per il suo “Gesù usava twitter? (Ecumenica ed. Bari), è fortemente evocativo. Lo si evince dai risultati, perché Don Tonio, classe 1966, parroco di Capurso dal 2016, molto amato dai parrocchiani, e apprezzato da tutti per simpatia, bonaria ironia e per il suo spirito critico, diretto e senza peli sulla lingua, in cinque anni, ha raggruppato  gran parte dei suoi tweet per farne, più che un libro, “Un inno alla Vita”. Infatti, già dalle prime battute, a cominciare dalle note personali – “Il 2 luglio 1966, Dio era di buon umore e fece nascere me”-  si percepisce la freschezza (che non significa superficialità), con cui quest’uomo, “felice di essere Prete e Prete nel DNA”, ha intrapreso la sua non facile Mission. Una specie di anticipazione del tenore dei suoi “cinguettii” rispetto al mondo, alla vita e alle realtà sociali? Un modello da considerare? In un mondo appesantito e ammorbato da questioni che potrebbero essere risolte, a volte, semplicemente utilizzando il buon senso, e senza prendersi troppo sul serio, certamente sì.

Raccogliere in un libro cinque anni di tweet, mi spieghi perché?

«Tutto ha avuto inizio nel 2014. Così, per scherzo. Non mi ero mai iscritto a un social. Il limite dei 140 caratteri, oggi portati a 280, mi stuzzicava perché di mio sono conciso e quelli che fanno giri di parole non mi piacciono. Ho iniziato a “cinguettare”, giorno dopo giorno, usando Twitter come un diario di bordo. Riflessioni serie e meno serie, conseguenza di quanto accadeva nel mondo, nella Chiesa, a me. Se possibile vorrei utilizzare una metafora “farmacologica”, del libro, se ne può assumere grandi quantità al giorno, tanto non ha controindicazioni. Può accadere che alla fine della lettura ci sia chi dica: “Mi è piaciuto”. O, meglio ancora: “Mi ha fatto del bene”. Chissà!»

I soliti insegnamenti da prete, espressi con un digito ergo sum, giusto per fare un remake al Card. Ravasi che ne ha curato la prefazione

«C’è anche questo, ma soprattutto il desiderio di comunicare quotidianamente agli altri la Parola corredata di foto e commenti positivi, perché, di “profeti di sventura,” in giro, ce n’è fin troppi. Naturalmente, quando ho saputo che la prefazione sarebbe stata curata da Sua Eminenza, il Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, a cui va tutta la mia riconoscenza, sono rimasto benevolmente sorpreso. Così come la mia gratitudine va ai miei parrocchiani, in particolare Mariangela, che mi ha aiutato a selezionare i tweet, Don Michele, il vice parroco, che li ha letti tutti e Adriana, che ha disegnato la copertina».

Altri libri all’orizzonte?

«Per il momento il mio più grande desiderio, che io semplicemente chiamo “pallino”, è l’intenzione di fare della Comunità, una vera grande famiglia dove ognuno si possa sentire a casa. Ma continuerò a “cinguettare”, a proposito, su Twitter mi trovate come @donTonio66, insieme a tutti gli altri tweet non contenuti nel libro».

Libro di Don Tonio Lobalsamo

 

 

 

 

 

 

 

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