I diritti delle donne africane: Nice Nailantei Leng racconta la sua lotta all’infibulazione

Nata in Kenia in un villaggio Masai ai piedi del Kilimangiaro, Nice Nailantei Leng resta orfana di entrambi i genitori all’età di sette anni, e come d’uso in Africa, viene adottata dai parenti più prossimi, che avranno anche l’onere di decidere il suo futuro. A nove anni le annunciano che deve subire l’infibulazione perché è diventata “adulta”. L’infibulazione è d’obbligo per tutte le donne, pena l’esclusione dalla società e dal matrimonio. Purtroppo è una pratica aberrante, effettuata dall’anziana del villaggio, con arnesi rudimentali quanto pericolosi. Nice rifiuta e fugge di notte. Dopo aver percorso venti chilometri, raggiunge il villaggio di cui è a capo il nonno, gli parla della terribile pratica,e gli chiede di essere risparmiata. Non solo la sua richiesta viene accolta ma ottiene anche  il permesso di studiare. Nice, adesso, ha 25 anni. E’ divenuta, grazie al suo costante impegno, ambasciatrice AMREF HEALTH AFRICA. Va di villaggio in villaggio, spiegando sopratutto ai capi le conseguenze spesso letali dell’infibulazione, salvando così migliaia di bambine. Ma la battaglia è ancora tutta da combattere perché l’infibulazione in alcuni stati africani è praticata alla totalità delle bambine. Ha lottato per anni per essere riammessa nel suo villaggio e nel 2008 diventa “educatrice della comunità “. Il suo instancabile lavoro l’ha portata ad essere ospite di Barack Obama al “Clinton global iniziative” per parlare a quel pubblico della sua missione. Il suo sogno adesso è di entrare in politica per difendere le donne africane e i loro diritti. Nice si batte perché la sua Africa non sia più ignorata. Questa è una voce che grida “pace e rispetto”. E’ una voce da ascoltare

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