ITINERARIO EBRAICO – La Giornata Europea dei Giusti

M.T. Radogna esperta in ebraismo e didattica della Shoah

Il 6 Marzo ricorre la settima Giornata Europea dei Giusti. Una  data significativa che ricorda l’anniversario della morte di Moshe Bejski, l’ebreo che istituì il Giardino dei Giusti di Gerusalemme e che ebbe salva la vita grazie ad  Oskar Schindler. Con la Dichiarazione del 10 maggio 2012, lo stesso Parlamento europeo offrì  il suo sostegno perché fosse  istituita una “Giornata” in memoria di tutti quegli uomini e quelle donne che, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno salvato delle vite e si sono battuti per i diritti umani  durante i genocidi. Anche l’Italia ha voluto dare il suo contributo con la Legge 212 /17, voluta dal Presidente Mattarella e divenuta solennità civile. A celebrare l’esempio dei Giusti del passato e del presente, l’associazione no profit “Gariwo, La foresta dei Giusti” (Gardens of the Righteous Worldwide), che svolge la sua attività a livello internazionale. Fondata a Milano nel 1999 da Gabriele Nissim, Pietro Kuciukian, Ulianova Radice e Anna Maria Samuelli,  ha come obiettivo di accrescere e approfondire la conoscenza e l’interesse verso le figure e le storie dei Giusti e di creare altri “Giardini” nel mondo, per diffondere la cultura  dell’impegno e della responsabilità. Anche quest’anno, dunque, tante le iniziative sparse per l’Italia. A Milano per esempio si parte con il grande Concerto dedicato ai Giusti dell’umanità del 6 marzo, nel Duomo, per poi, il 14 marzo, alle  ore 9.30 presso il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, a  Monte Stella, onorare quattro nuovi Giusti: Istvan Bibo, indomito intellettuale ungherese che è stato la coscienza critica dell’Ungheria sulle collusioni di questo Paese con il nazismo; Simone Veil, sopravvissuta alla Shoah,  strenua paladina dei diritti umani, della dignità delle donne e instancabile sostenitrice del ruolo dell’Europa per la pace,  prima donna Presidente del Parlamento europeo; Wangari Maathai, ambientalista, attivista e politica  keniota, prima donna africana  a ricevere il Premio Nobel per il suo contributo allo sviluppo sostenibile, alla democrazia e alla pace; Denis Mukwege, medico congolese, che ha dedicato la sua vita a sostenere le donne vittime dello “stupro  di guerra”. Il tema scelto per la giornata è “L’Umanità a un bivio. Europa e Africa tra indifferenza e responsabilità”, questione quanto mai urgente su cui interrogarsi. Perché Giusto, come crede il Presidente Gabriele Nissim, è “chiunque abbia sfidato il conformismo dei più rifiutandosi di obbedire a leggi e direttive inique”. Tutti quindi possiamo seguire l’esempio vivo dei  giusti, per quanto si possa essere deboli o indecisi, non occorre essere eroi, la cosa importante sta in quel singolo gesto di coraggio, frutto della responsabilità personale, cui la vita ci pone dinanzi. Per questo è necessario ricordarne le gesta, che siano di sprone alle nostre coscienze, troppo spesso tacitate, contro il disvalore assoluto dell’indifferenza.

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Moshe Bejski
Moshe Bejski

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