ITINERARIO EBRAICO – L’insolito connubio Manga-Ebraismo: un’altra via sul cammino dell’inclusione

M.T. Radogna esperta in ebraismo e didattica della Shoah

Tre “i”, inedito, innovativo e inclusivo, per definire l’artista Thomas Lay, che ha appena concluso la sua mostra a Cagliari presso la Mediateca del Mediterraneo con la personale “Jewish Manga-Art: La bellezza del rigore”. Il percorso artistico di questo talentuoso pittore e illustratore di origine cagliaritana, ma oramai in pianta stabile a Milano, nasce negli anni ’90, proprio in Giappone, dove si reca per formarsi, attingendo direttamente alla fonte del complesso e variegato mondo dei Manga, radicato nella cultura nipponica da alcuni secoli. Collabora a lungo, infatti, come assistente per la mangaka Yumiko Igarashi, celebre autrice di vere  icone animate come Candy Candy e Georgie, che hanno segnato generazioni di bambine e adolescenti. La scommessa portata avanti con coraggio e determinazione da Thomas, oggi,  è quella di unire la spiritualità e filosofia della cultura Ebraica tout court in un inedito e quant’altri mai interessante connubio con  l’iconografia di un’arte così caratteristica e  complessa come quella nipponica dei Manga. Questo mix di culture solo in apparenza lontane, ma che secondo il pittore, che le conosce entrambe molto bene (tanto per la sua appartenenza ebraica che per aver vissuto in stretto contatto con la cultura giapponese),  hanno parecchio in comune, svela l’intento ultimo dell’artista. Egli è infatti proiettato a rendere più permeabile e raggiungibile l’Ebraismo, soprattutto  per quanti non ne conoscano i principi, demolendo gli  stereotipi che spesso lo accompagnano. Le sue tele, dunque, oltre che colorare la propria vita e quella dei suoi acquirenti ed estimatori, sono una sorta di ponte culturale per congiungere mondi  che svelano la loro bellezza per far piazza pulita dei pregiudizi. L’artista non fa inoltre mistero del fatto che  il suo è  un concreto contributo alla lotta contro l’antisemitismo (struggenti i ritratti di Anna Frank e dei due fratellini deportati), oggi più che mai in preoccupante ascesa. Una via, la sua, inedita e interessante per raggiungere anche i più refrattari a essere sensibilizzati su argomenti così importanti e delicati, che gli auguriamo  lo conduca lontano sul cammino dell’inclusione tra i popoli e le culture.

 

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