“La geologia nel bicchiere nelle terre di Federico II”, un onvegno per conoscere il legame tra vino e contesto geopedologico, il 17 maggio, dalle 8.30, presso la Pinacoteca comunale di Ruvo

Scoprire lo stretto legame tra vino, contesto geopedologico, paesaggi e i vigneti, discutere di geodiversità sono alcune delle tematiche contemplate nel programma del convegno di venerdì 17 maggio, che si svolgerà – dalle 8. 30 – presso la Pinacoteca comunale di Ruvo. A organizzarlo la Società italiana di geologia ambientale (Sigea), l’Ordine dei geologi della Puglia (Org) e l’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Provincia di Bari, coadiuvati dal referente della Sigea Toscana Francesco Stragapede. L’evento che rientra nel ciclo di manifestazioni a tappe volute dalla Sigea a partire dal 2017, si avvale del patrocinio del Consiglio nazionale delle Ricerche, del Consiglio regionale della Puglia, del Comune di Ruvo di Puglia, del Centro internazionale di alti studi agronomici mediterranei (Ciheam) di Bari, dell’Istituto di istruzione superiore R. Lotti – Umberto I del Comune di Andria, dell’Università degli studi di Bari e del Collegio degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati di Bari-Bat.

L’obiettivo è sottolineare ma soprattutto valorizzare il legame tra viticultura, territorio, contesto geo-pedologico e professionalità multidisciplinari connesse. Dal geologo, all’agronomo, al paesaggista, all’enologo sono i professionisti che, attraverso le loro specifiche competenze, l’esame delle nuove tecniche di analisi territoriali e di conduzione aziendale, con uno sguardo attento verso i mercati, cercano di raggiungere gli standard più elevati e competitivi.

Per il Presidente dell’Org, Salvatore Valletta, «l’obiettivo può essere raggiunto solo attraverso strategie di mitigazione del rischio geo-idrologico per la salvaguardia e preservazione di quei suoli sui quali la produzione vitivinicola costituisce la produzione di eccellenza dei nostri territori». Antonello Fiore, Presidente nazionale della Sigea, afferma che «se cerchiamo di approfondire il rapporto tra la viticultura e il territorio, ci rendiamo conto che sono la morfologia stessa, le caratteristiche geologiche del substrato, il clima o microclima di quei luoghi, l’esposizione dei versanti e le fasce altimetriche, a dare forza e vigore alla coltivazione delle vigne e al delizioso prodotto da esse derivato». Perché, commenta Giacomo Carreras, Presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Provincia di Bari, è «in un contesto storico-culturale-paesaggistico unico, quello delle Terre Federiciane che vedono nell’opera di Castel del Monte la loro espressione più nota e apprezzata anche all’estero, che viene evidenziata ancora una volta l’importanza di fare rete tra i professionisti dediti al territorio per raggiungere l’obiettivo comune della progettazione, gestione e valorizzazione del paesaggio agricolo e rurale».

 

 

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