Lampade abbronzanti e salute, le novità

Un tempo credenze senza alcun fondamento scientifico, assicuravano che i raggi delle lampade abbronzanti, in quanto privi dei temuti ultravioletti di tipo “B”, fossero meno dannosi di quelli del sole. Oggi, invece, la scoperta e l’amara verità. Secondo le ultime ricerche,  la maggior parte dei tumori cutanei –  melanoma, carcinoma a cellule basali e quello a cellule squamose –  sarebbero provocati dall’esposizione indiscriminata ai raggi artificiali. All’origine del problema, specie per le lampade di ultima generazione, ci sarebbe l’alta pressione dei vapori di mercurio e degli alogenuri metallici (15 volte più potenti del sole a mezzogiorno). Per questo Australia, Brasile e ora anche la Francia hanno dichiarato guerra a lampade e solarium a raggi UV. I dati sono drammatici se si pensa che più di 2000 giovanissimi australiani, nel 2011, sono morti di melanoma. Infatti, secondo l’Istituto inglese Cancer Research, il rischio di sviluppare la malattia aumenterebbe dell’87% se l’esposizione dovesse avvenire prima dei 35 anni. Lo afferma anche per Olivier Merckel, responsabile dell’agenzia sanitaria francese Anses: – « Non ci sono più dubbi, abbiamo prove solide, il rischio di tumore è accertato. Raccomandiamo la fine dell’attività legata all’abbronzatura artificiale e la fine della vendita di apparecchi UV a scopo estetico, in particolare, ai privati. Gli individui che si sono esposti almeno una volta nei solarium prima dei 35 anni, aumentano il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo del 59%. In Francia viene stimato che il 43% dei melanomi tra i giovani possono essere attribuiti all’uso della lampada UV prima dei 30 anni».

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