“Matilde cerca la Luna” di Antonella Linsalata, un libro che parla al cuore con i colori dell’arcobaleno, il 1 luglio, alle 20.30, presso Palazzo Pesce, a Mola di Bari

Docente di arte presso la scuola “Alighieri-Tanzi” di Mola, a breve Presidente del Club Rotary Rutigliano e Terre dell’Uva, e ora anche scrittrice, Antonella Linsalata, il prossimo 1 luglio, nell’incantevole cornice di Palazzo Pesce, parlerà del suo “Matilde cerca la Luna” (ed. Gelso Rosso). Un libro, che racconta di emozioni e sentimenti accarezzati dalla magia dei colori. La presentazione, organizzata dall’autrice – con il contributo della libreria Culture club di Mola – sarà a cura dell’avv. Giuseppe Tauro e si avvarrà della presenza del coro In-canti. Voci femminili strepitose, dirette dalla Prof. Enza Tamborrino che, con letture sceniche affidate alla bravura di Lucia Diomede e Carlo D’ Ursi, daranno un ulteriore tocco di eleganza alla serata. Seguiranno poi alcune riflessioni dei proff. Antonio Campanile, Anna Consiglio, Lina Leone, Luigi Mastromauro e Donato Placido.

Antonella, noi ci conosciamo da tempo e da un po’ seguo le evoluzioni social della tua Matilde. Come nasce questo personaggio così singolare?
«Matilde è venuta al mondo sui social, su Facebook, in un freddo giorno di gennaio del 2019 ed è stata accolta dai suoi amici virtuali con grande interesse ed affetto. Non solo perché ne apprezzano il valore estetico, ma per quello più squisitamente emotivo e lirico. Poiché, grazie ai suoi pensieri che corredano i disegni, Matilde dimostra una profondità d’animo e una grande sensibilità nelle quali molte donne si potranno identificare. E’ la storia appassionata di una dolce fanciulla dai contorni morbidi, ondulati e sensuali, dalla pelle lunare e dai tratti del viso delicati e semplici, quasi angelicati».

Parlami dei materiali utilizzati
«I disegni in cui “abita” Matilde, nascono su supporti cartacei abbandonati ed accartocciati. Brandelli di carta dimenticati, trovati qua e là. Rifiutati e destinati all’oblio. I colori adoperati, tanti e diversi, per natura e destinazione: pastelli, biro, pennarelli, spesso ridotti all’osso. Dimenticati da alunni o amici distratti che si accendono e si accostano stridenti negli abiti o nelle coperte e scialli che avvolgono e rappresentano le forti emozioni e i sentimenti della figura femminile».

Cosa rappresenta Matilde?
«Matilde è chiaramente frutto della mia fantasia, liberata nei momenti più svariati: a scuola, negli intervalli, durante le lunghissime telefonate, durante le attese interminabili in banca, in macchina, in strada, sdraiata al mare o durante una sosta in montagna. Direi quasi una presenza costante nella mia vita, che nel tempo si è animata».

In macchina, per strada… insomma, disegni creati in situazioni non proprio “comode”
«Generalmente il supporto cartaceo era poggiato sulle mie ginocchia o su qualche superficie, per l’appunto, scomoda, spesso sbilenca. Una creazione spesso disturbata o interrotta dai rumori della vita caotica e, a volte, dal rincorrersi dei miei pensieri».

Qual è il messaggio di Matilde?
«Quello di una donna che ama, soffre , gioisce, si rattrista , lotta e riflette. Un  diario di vita che raccoglie immagini, espressioni, riflessioni e pensieri…ma anche espressione di una donna con tanta, tanta voglia di vivere».

 

 

 

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