Paolo Palumbo, malato di SLA, da 12 giorni in sciopero della fame: “Voglio guarire, spero in Brainstorm”

«Sono in riserva come un’automobile» – dice lo chef sardo Paolo Palumbo, malato di SLA, che da 12 giorni è in sciopero della fame per dare risonanza al suo appello –  finora caduto nel vuoto –  rivolto al Presidente Mattarella e al Governo. «La  voglia di guarire e il vostro affetto sono la mia benzina – dice sfogandosi sui social – . Ma state tranquilli: quando sento il fisico allo stremo integro con vitamine e sali minerali». L’appello di Paolo riguarda la richiesta di accedere alla sperimentazione BrainStorm Cellular Therapeutics che si basa sull’utilizzo di cellule staminali mesenchimali attive sul sistema nervoso centrale per contrastare la SLA. Ma vediamo di cosa si tratta. La compagnia farmaceutica BrainStorm ha avviato uno studio clinico su circa 200 malati negli Stati Uniti e in Canada, superando con successo le prime due fasi del test, ovverosia la sicurezza del farmaco sperimentata su un piccolo gruppo di pazienti e l’efficacia, la tollerabilità e il possibile dosaggio, sempre su un numero ristretto di malati. Attualmente  la sperimentazione – che ha coinvolto anche Israele – è arrivata alla fase tre, cioè alla verifica dell’efficacia del farmaco su un numero più grande di pazienti, con il monitoraggio del dosaggio e degli effetti collaterali. Insomma un concreto elenco di aspettative terapeutiche a cui Paolo chiede di poter accedere. Ecco perché l’appello di Paolo non può e non deve cadere nell’oblio, aiutiamolo a far sentire la sua voce, perché è la voce di tanti che come lui lottano per conservare  la vita. «Il senso di fame – conclude lo chef – è offuscato dalla rabbia e dalla speranza in Brainstorm. Sostenetemi oggi più che mai. Garantiteci l’accesso come in America o Israele alla sperimentazione di Brainstorm».

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