PET salvavita per malata oncologica, una lista di attesa lunga 8 mesi. La denuncia del Consigliere Mario Conca

Consigliere Regionale 5stelle Mario Conca«Emiliano, mentre tu ti preoccupi dei complotti interni alla sinistra che mettono a rischio la tua poltrona di Governatore, io mi sto sbattendo da 8 giorni per salvare la vita di una signora di Valenzano che necessita di una PET di stadiazione e studio per sospetto addensamento polmonare in carcinoma mammario. Dovresti occuparti della riduzione delle liste d’attesa, visto che nell’ultimo Consiglio ci avevi promesso una delibera di giunta in 7 giorni, e che, dopo 20 giorni, non è ancora arrivata».
Si tratta dell’ennesimo caso di “indifferenza” istituzionale raccontato dal Consigliere regionale dei 5stelle Mario Conca, che da tempo segue il caso di una donna gravemente ammalata con importanti necessità diagnostiche e terapeutiche. Una lista di attesa di 8 mesi per una PET a medicina nucleare del Policlinico, 3 al “Dimiccoli” di Barletta oppure in mobilità passiva a Napoli. Nessun altra possibilità gratuita né per lei né per altri ammalati pugliesi. L’alternativa, per accorciare i tempi, sarebbero o una raccomandazione o il regime in intramoenia – con una spesa di 1600 euro – o lo studio privato, a volte, tramite proprio quei medici che nel pubblico hanno negato l’esame.
“Che fine ha fatto – chiede Conca ad Emiliano – il tuo impegno assunto in aula per verificare l’eventuale conflitto di interessi al Policlinico? – E ancora – ” Il NIRS dov’è? Per questi motivi non ho mai avuto dubbi, la libera professione va abolita previa riforma del sistema sanitario, perché è assolutamente immorale. Per certe patologie non può esserci lista d’attesa, ma andrebbero gestite ad horas ed evase in pochi giorni. Un tumore, in 8 mesi, può averti ucciso e sepolto. Se capitasse a te o un tuo caro, aspetteresti così tanto?”
Per il Consigliere la soluzione ci sarebbe ed è quella contenuta nel d.lgs 124 del 1998, oggetto tra l’altro di una sua interrogazione “ferma” però da oltre un anno. Nel decreto si legge chiaramente che i cittadini bisognosi di prestazioni sanitarie in intramoenia, a causa dei tempi di attesa troppo lunghi nel pubblico, possono essere rimborsati dalle ASL.
«Presidente Emiliano – continua ancora Conca – come mai quando dovete negare gli extra lea per le malattie rare, la fibrosi cistica, l’ittiosi lamellare, il linfedema e tantissime altre patologie, vi nascondete dietro l’articolo 5 del d.lgs 124 che li vieta alle Regioni in piano di rientro e quando, invece, dovete garantire il rimborso delle prestazioni, come recita il comma 13 dell’articolo 3 dello stesso decreto, non lo rispettate? I due pesi e le due misure – dice – colpiscono ancora, avete un libro per riscuotere e l’altro per non pagare. Perché dopo aver individuato l’IRCSS oncologico come Hub – conclude Conca – ora non provvedi a far uniformare la modulistica per richiedere diagnosi, stadiazioni, ristadiazioni e altro? Oggi è una beffa poiché per cercare il primo posto utile per scongiurare l’aggravamento o la morte dell’assistito, ogni ospedale pretende la compilazione di un suo modulo e l’invio via fax, strumento superato da anni. Organizzazione, Semplificazione e Umanizzazione delle cure cercasi…»

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