“Sud Atomico: gli esperimenti, gli incidenti, le contaminazioni”, il libro inchiesta di  Marisa Ingrosso

Estrazione di plutonio puro, ricerca di impianti ufficialmente chiusi, esperimenti fatti a centinaia di metri di profondità, incidenti radioattivi, ‘ndrangheta, silenzi di Stato, mafia e omicidi irrisolti –  come quelli di Ilaria Alpi, Miran Hrovatin e di Enzo Fragalà – tutto raccontato e spiegato, in 144 pagine, grazie ad un ricerca meticolosa di documenti che gettano luce su drammatici silenzi di Stato e delicate inchieste di traffico di materiale radioattivo. Nel libro, edito Radici Future, la scrittrice parla di un sud Atomico la cui criticità riguarderebbe prevalentemente Taranto – «Perdite di sostanze radioattive e presenza di scorie radioattive  – dice – sono state acquisite  già dal 1993, da rilevazioni fatte dall’Enea – l’agenzia nazionale per l’energia – in località Punta di Rondinella Taranto, nel piazzale con colmata realizzata con loppa cementizia e scoria di altoforno. Fra l’altro, Vera Corbelli, dal 2014 Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, ha denunciato di essere stata minacciata da settori della massoneria. Poi, in Puglia beviamo l’ acqua che arriva dalla Basilicata, dove la situazione è preoccupante, per la presenza di due grossi siti di lavorazione e di stoccaggio di scorie radioattivi (Eni / diga Petusillo). Certo – conclude –  niente allarmismi stiamo ai fatti. E seguiamo la situazione dello smaltimento delle scorie nucleari, che ci interessa da vicino, da qui e nei prossimi ventiquattromila anni, cercando documenti, prove e analisi, su una situazione esplosiva».

 

 

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